(Dicembre 2012)
Avrei vissuto un bel periodo dell'anno alla mia casettina al mare di Gotland - se avessi avuto soldini abbastanza di poter star lontano della vita civile.
Avrei vissuto un bel periodo dell'anno alla mia casettina al mare di Gotland - se avessi avuto soldini abbastanza di poter star lontano della vita civile.
Al mare avrei ascoltato la voce della natura; l'andar e venire delle onde del mare alla spiaggia e lasciare il tempo scorrere e scorrere; ascoltare il vento soffiare i rami degli alberi – oppure aspettare il silenzio totale.
Di sera avrei contemplato i migliaia delle stelline nel cielo sereno o le fiamme del fuoco alla stufa. Mi avrei trovato sdraiato col libro nelle mani leggendo quel racconto che avrei voluto letto da tanti anni. Mi avrei lasciato addormentare dopo pranzo ogni pomeriggio, felice della coscienza di svegliarmi più tardi colla subitanea sensazione di non capire chi io fossi o dove mi trovassi; felice di lasciarsi percepire improvvisamente della nostalgia d'un tempo passato...
Avrei camminato e seguito i sentieri presso al mare, avrei guardato gli uccelli in fuga dall'inverno o al ritorno della primavera.
L'altra meta dell'anno avrei vissuto in un città; avrei goduto i rumori del traffico, respirandone la puzza della benzina. Avrei visitato e mangiato ai ristoranti lussuosi o poveri, di qualsiasi genere, per godere il loro menu. Avrei visitato i musei moderni e assaporare la struttura dei palazzi della città. Se ci fossero stati canali o fiumi avrei sicuro preso un piccolo traghetto per vedere le luci della città dal ponte. A tarda sera avrei letto quel libro preferito al ventesimo piano nella stanza bellissima a quel l'albergo dalle quale finestre si potessi vedere le luci notturni della città.
Mi avrei addormentato col sogno di viaggiare il mondo; colla barca a vela a Egitto a visitare i posti preistorie, le grotte in Sahara che contengono affreschi dei ippopotami, la savana e i cacciatori armati in cerca di preda.
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