lördag 19 september 2020

Il commissario Bordelli (2004) di Marco Vichi

Il commissario Bordelli (2004) di Marco Vichi - il protagonista e gli oggetti che gli formano il carattere

Terra alla terra, cenere alla cenere, polvere alla polvere

“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Genesi 3:19, La Sacra Bibbia [2008]) 

Il suo nome - Bordelli - riassume l'eterna e confusa ricerca della Caduta dell'uomo, delle risposte, che non appaiono mai. 

Il protagonista sperimenta di trovarsi alla periferia dell'esistenza umana, dove non ci sono delle regole. Che porta il peccato originale letteralmente sulle spalle. Si tormenta spesso con le grandi domande della vita. Cosa significa vivere? Cosa sono l'amore e la morte? 

Ciò che mette in pausa le sue riflessioni solitarie sono i ricordi del tempo perduto, dell'amicizia e gli effetti benefici del suo lavoro. È come se l'autore del libro affermasse che questi temi - la storia di sé stessi, l'amicizia e il lavoro - siano la speranza della razza umana. Quindi le mosche che ronzano nella testa del protagonista vengono messe a tacere. Quindi l’uomo esiste, e godendo, senza essere consapevole che quella che sperimenta è la felicità. Può vivere, qui e ora. La morte non esiste. Quindi si potrebbe chiamarlo “Buono”. 

Bordelli è un personaggio piatto, ma è anche un essere umano composto sin dall'inizio, un Adamo scacciato dal Paradiso, punito con il vivere alla sua periferia. 

Ai bordi del Giardino dell'Eden 

Firenze, 1963; l’agosto più caldo che si ricordi. Di giorno l’asfalto bolle. Il protagonista è fradicio di sudore. Nel letto in una notte afosa d'estate non si riaddormenta, passa ore e ore a pensare confusamente, balzando da un ramo all'altro come un animale in gabbia. 

Insonne, riflette sulla donna della sua vita non ancora trovata, ché ormai è tardi: ha cinquantatré anni. Rivede in lampi di ricordi i corpi a brandelli di suoi compagni partigiani durante la guerra. Si rigira tra i lenzuoli inzuppati di sudore mentre le zanzare gli ronzano intorno e le mosche gli girano in testa. Va in bagno. Bagna il viso con l'acqua fredda. Si guarda nello specchio e pensa a una signora assassinata. Il suo mestiere è commissario della polizia di stato. 

Passa ore e ore in bianco, fumando sigarette ininterrottamente. Dalla finestra aperta però arriva finalmente un soffio di vento e le luci delle stelle illuminano la sua cella cosa che gli rende un attimo di pace. 

Si sente solo come un cane; succede che soffra come un cane; capita che ha l’aria del cane bastonato; ha visto delle persone assassinate, uccise come cani. E nelle strade deserte vede addirittura qualche cane andare in giro senza padroni - solo come lui e senza speranza di essere guidato a crearsi il proprio destino, punito da Dio per il suo primo peccato, che gli ordina di lavorare nel sudore. 

Quando visita palazzi vecchi per lavoro essi gli ricordano un'epoca passata, diventa nostalgico e malinconico e vede improvvisamente l’opportunità di un'altra vita. Gli piace vedere che le cose diventano vecchie anche loro, che si logorano; incantato da quella decadenza provocata dal tempo, e che non tocca solo a lui. Quindi si sente più sicuro di sé stesso e fiducioso che forse esista anche per lui un avvenire. 

Tracce del Paradiso perduto 

Nei giardini delle ville vecchie capita a Bordelli di voler sdraiarsi nell’erba alta e godere la pace che circonda i palazzi, restare immobile a guardare il cielo notturno e a pensare al passato, o solo addormentarsi. O al mare d’estate fantastica di sdraiarsi nudo - come Adamo, l’uomo primigenio - sulla sabbia della spiaggia deserta con gli occhi chiusi, sentire le onde sonore, senza pensare a niente, apprendere i versi dei gabbiani e scordarsi di tutto. 

Gli capita spesso di sognare a occhi aperti. Odori di mare o il profumo dei capelli biondi di una ragazza che gli piace lo riportano al passato. La testa gli si riempie di ricordi. Rivede la sua infanzia candida, serena e innocente, accanto ai suoi parenti, alla villa del mare d’estate; vede apparire il pergolato di passiflora delle zie - come l’Albero della vita nel Giardino di Eden - ; si ritrova davanti il viso di Annina, una cameriera che gli piaceva tanto allora, il suo primo amore - Eva, la prima donna da Dio creata. 

Pensa spesso al suo compagno di guerra con grande piacere, la loro amicizia, quando andavano in pattuglia, imbracciando mitra pronti a sparare, silenziosi come gatti, per liberare l'Italia dal fascismo e dall'occupazione nazista; quando restavano a mangiare o dormire, o si facevano due chiacchiere sulla vita. Allora sorride. 

Piace organizzare cene con i suoi amici d’adesso, mangiare insieme e parlare ore dopo ore dei ricordi di ognuno, dei tempi passati, del paradiso; della loro gioventù, delle fidanzate e della guerra vent’anni prima. Allora è felice. 

Piace essere ossessionato dal suo mestiere, rimuginare sugli omicidi, fare indagini col suo assistente e andare in giro per scoprire la verità dei delitti. Di essere davvero presente nell’istante del qui e ora. La sua natura è di occuparsi del lavoro. Allora i suoi pensieri malinconici non sono presenti, le sue paure fisse di essere o non essere, dormire o morire - di essere espulso dal Paradiso sono lontane. 



BIBLIOGRAFIA 

La Sacra Bibbia; Pentatueco (2008). Preghiamo.org. Formato PDF 
Vichi, Marco, (2016). Il commissario Bordelli. TEA. Ebook 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO 

https://context.reverso.net (ultimo accesso 20191202)
https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia
https://sv.glosbe.com/ 
https://www.coniugazione.it
https://www.google.com 

tisdag 7 april 2020

Storia della mia gente (2010) di Edoardo Nesi.

"Narrami, o musa, del protagonista multiforme, che tanto vagò: di molti libri e saggi lesse e scrisse, le città lontane visitò, di tanti bei film vide, conobbe i pensieri, molti dolori patì sul mare nell'animo suo, per riacquistare a sé la vita e alla sua gente il riconoscimento."*

Durante la Milanesiana 2007 il narratore di Nesi viene improvvisamente fulminato dal pensiero che al pubblico possa proprio interessar la storia di cui egli sta parlando, un problema che da anni lo tormenta: la soppressione dei sogni più deboli e innocenti sebbene più vitali degli artigiani d’Italia, e che il declino e la sofferenza della sua gente non vengano dimenticati.

Il narratore compirà presto cinquant’anni e sente il bisogno di stampare ciò che la sua vita è stata finora. Prova un certo disagio ad aver dovuto porre termine al dono dei suoi antenati, un'industria tessile, di aver rotto i legami con l’opera della loro vita.

Vuole capire come tutto sia collegato; quale ruolo ha avuto nelle reti di racconti in cui ha viaggiato finora; si siede al suo telaio immaginario a tessere dalla memoria gli eventi che hanno creato il professionista e l'uomo che è oggi.

Come si è trasformato da un figlio di papà che voleva solo leggere e stare lontano dal lavoro, che voleva solo fare viaggi continui negli Stati Uniti, a una persona leale  verso la sua gente, i piccoli e medi imprenditori tessili che hanno mandato avanti  la provincia di Prato dal dopoguerra.

Il narratore combatte per le aziende, come se fosse ritornato a casa come Ulisse dalla guerra di Troia. Carica il suo arco, contro gli intrusi sfacciati che hanno violentato il lavoro della sua gente, innanzitutto quei politici che non capivano come proteggere gli interessi economici degli artigiani dalla liberazione totale degli scambi commerciale durante gli anni Novanta.

È di una famiglia ricca. Da giovane non capiva davvero come fosse collegato il mondo; negli USA, a San Francisco, si chiedeva continuamente come potessero campare i cittadini senza lavorare nell’industria tessile. Da dove tiravano i denari? Non vedeva da nessuna parte delle costruzioni che assomigliavano a tessiture.

"Cantami, o Diva, dell'ira funesta dell’imprenditore tessile di Prato che infiniti addusse improperi ai sostenitori di una globalizzazione sfrenata."*

Letteratura e film lo aiutano a capire cosa è successo. È come se l'arte creasse. Chi sono i suoi. Dove ha le sue radici. Come è diventato quello che è. Come vita e arte siano indissolubilmente legate.

Quando il narratore visita il capannone dei suoi genitori, la tessitura, che ora è stato venduto, non può esprimere le sue parole. Quindi prende l'aiuto di un film, L'orgoglio degli Amberson di Orson Welles. Si ricorda una scena che riesce a descrivere pittoricamente l'interno di un palazzo di famiglia, la bellezza di un’epoca: la macchina da presa che si muove come appesa nell’aria nelle stanze splendidamente ricostruite della stupenda casa-castello. Si ricorda di aver letto come il grande regista commentò il film quando l’ebbe visto per la prima volta: che tutto era finito; che tutto apparteneva al passato. Questi dolceamari pezzi d’arte aiutano il narratore a rimpiangere il proprio tempo andato, ormai perduto per sempre.

All'inizio della sua carriera di apprendista nell'azienda, quando non sapeva davvero se stesse facendo la scelta giusta né come funzionasse la magia della vita, si portava sempre dietro il romanzo Sotto il vulcano di Malcolm Lowry, come se fosse il Vangelo. Forse lo era. Il protagonista del libro è inseguito da un complesso tenebroso di colpa ed è impotente nel risanare un rapporto con la moglie. Allo stesso modo, il nostro narratore non è sicuro che la vita professionale nell'industria tessile a cui si sta dirigendo sia quella giusta. In gioventù era un vagabondo irrequieto che aveva attraversato diverse volte l'Atlantico per gli studi universitari. In modo coerente, il personaggio principale di Lowry, vaga, confuso, senza scopo e significato nella vita.

Quando il nostro narratore, molti anni dopo, sorseggia un Martini sulla veranda di una famosa sala da ballo a Forte dei Marmi, ci spiega quanto sia incredibilmente felice. Coglie anche l'opportunità per informarci un po’ sulle abitudini alcoliche di altri grandi scrittori, come Fitzgerald e Hemingway. Entrambi morirono a causa della loro  dipendenza dall’alcool. Il nostro narratore dice che vuole finire il libro che stiamo leggendo prima che anche il suo cuore si spenga.

Anche l'alcool nella vita dell'autore Malcolm Lowry porta gravi problemi ma modella anche il carattere del protagonista del suo capolavoro: un personaggio che inciampa inquieto cercando del liquore, in un piccolo paese in Messico durante la festa del Giorno dei Morti, che anche sarà il suo ultimo.

In Sotto il vulcano il vecchio mondo sta crollando; il nazismo è in aumento e la Seconda guerra mondiale è alle porte. Il protagonista, un console inglese, alcolizzato e sperso, girovaga in una cultura che  non gli  appartiene. Analogamente il sistema delle piccole imprese della regione del narratore si trovano ad affrontare cambiamenti molto impegnativi per il mercato del lavoro: disoccupazione e disperazione; immigrazione incontrollata; xenofobia; contraffazione; violazione del copyright. Riferisce che i politici italiani non hanno affatto compreso come proteggere e assimilare il mercato interno per sfidare la globalizzazione.

Eppure, è un libro del narratore stesso che definitivamente segnala il proprio  destino. Durante una dimostrazione in difesa del tessile pratese incontra “la sua gente” che gli  rende omaggio per aver predetto il declino del settore in un romanzo uscito 10 anni prima. Diventa un’illuminazione che gli permette finalmente di rendersi conto di chi è: lo scrittore che dà vita ai personaggi che ha dentro di sé; fantasmi che gli spiegano che il costo della vita sono i ricordi.

Ora sa che non vivrà più nella splendente bellezza fitzgeraldiana nella quale credeva di vivere quand’aveva diciott’anni e i suoi sogni non avevano limiti e il futuro era un grande dono luminoso. Infatti, già allora l’avvocato alcolizzato Frank Galvin [Paul Newman] nel film Il verdetto gli aveva fornito una perla di saggezza: “Nella vita perlopiù ci sentiamo smarriti”

* adattato liberamente dai proemi dell’Iliade e dell'Odissea di Omero.

BIBLIOGRAFIA

Homeros (1999). Iliaden [Iliade]. Stockholm: Natur och kultur
Homeros (1995). Odysséen [Odissea]. Stockholm: Natur och kultur
Lowry, Malcolm (1996). Under vulkanen [Sotto il vulcano]. Stockholm: EBFA
Nesi, Edoardo (2012). Storia della mia gente: la rabbia e l'amore della mia vita da industriale di provincia. [Milano]: Bompiani. [Edizione digitale; eBook].

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

https://context.reverso.net (ultimo accesso 20200109)
https://it.wikipedia.org/wiki/Proemio_dell%27Iliade
https://it.wikipedia.org/wiki/Proemio_dell%27Odissea
https://it.wikipedia.org/wiki/Sotto_il_vulcano_(romanzo)
https://sv.glosbe.com/
https://www.coniugazione.it
https://www.google.com
http://www.lamilanesiana.eu/