(Ottobre 1984)
Dalla strada del centro storico di Roma siamo entrati nella banca, passando da un alta porta di vetro. Andavamo verso lo studio del direttore con cui avevamo fissato un appuntamento.
Dalla strada del centro storico di Roma siamo entrati nella banca, passando da un alta porta di vetro. Andavamo verso lo studio del direttore con cui avevamo fissato un appuntamento.
Il palazzo era del '700 ed in alcune sale c'erano degli affreschi preziosi ai quali ci siamo avvicinati per fare delle foto.
Ma l'assistente del direttore era impegnato in una telefonata ed siamo stati costretti aspettare che finisse.
All'improvviso un rumore dall'ingresso ha catturato la nostra attenzione e abbiamo visto un gruppo di carabinieri entrare in divisa nera, armati di mitra, gli elmi in testa, come vestiti per una battaglia. Di colpo ho sentito il sangue raffreddarsi.
Girandomi all'impiegato di nuovo per chiedere informazioni, c'era soltanto una sedia vuota. Era scappato e aveva lasciato il suo scrittoio senza dire una parola. Era successo qualcosa di brutto e non avevo la minima idea di quale natura fosse stato – ma avevo capito che era ora di lasciare la banca prima possibile.
Dalla porta vedevo carabinieri arrivare nella strada, appostandosi dietro le macchine e gli angoli del palazzo di fronte. Da lì puntavano i fucili verso l'ingresso e altri punti strategici della banca. Non era ora di dire qualcosa, solamente di uscire dal palazzo col cuore in gola e cercare riparo prima possibile.
Quei passi all'uscita non erano tanti ma in quel momento sembravano un viaggio fino al mondo. C'era un silenzio divino. Si poteva solamente sentire il suono frusciante dei divisi militari ed i passi delle scarpe grosse al pavimento; udivo la porta cigolare.
Arrivando alla porta eravamo dovuti fermarci e lasciare spazio per altri carabinieri che stavano entrando. Vedendo fuori il piccolo esercito in strada pronto a sparare in qualsiasi momento cercavo di trattenere la paura, ma il cuore ha fatto dei salti improvvisi; come avrebbe reagito all'improvvisa apparizione di una faccia straniera come la mia? Con la borsa del treppiedi della macchina fotografica?
Appena in strada, che mi è sembrato una terra di nessuno, un militare ci aveva mostrato che potevamo allontanarci camminando rasente il muro della banca fino all'angolo, fuori della portata di tiro; ha accennato con due dita di stare attenti al di sopra di noi.
Raggiunto riparo dietro l'angolo del palazzo, mi ero sorpreso di sentire il calore del sole e le voci umane; mi chiedevo se fossi vivo o stessi in paradiso.
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