lördag 15 februari 2014

AMARCORD

(Novembre 2012)

Si svolge in un paese d'Italia al mare negli anni '30 e si tratta dei personaggi del villaggio a quei tempi interpretato dal regista Federico Fellini proprio della sua infanzia che allora era un ragazzino. È un film molto divertente, sorrido ancora pensando a qualche scena; il film è anche un bel ricordo della mia gioventù quando andavo spesso al cinema a vedere film, e dopo questo racconto scherzevole mi è proprio nato l'amore per quei film italiani; mi erano stati molto simpatici) perché descrive caratteri e vicende esagerati, caricature delle persone della fantasia mischiato colla verità dal punto di vista d'un bambino, come ha compreso abitanti e vicini della sua infanzia, o diciamo una società intera quando era giovane. 


Una delle tante scene indimenticabili, che mi è rimasta cara tutta la vita, racconta una gita della famiglia del protagonista una domenica in campagna all'ospedale psichiatrico per andar a trovare lo zio, dov`è stato portato, e ci vive, probabilmente da anni. 

È una bella giornata della primavera e il padre che è tanto orgoglioso di sé stesso e della sua automobile, il suo simbolo della potenza propria, della sua ricchezza. Pensa che fa una cosa buona a visitare - con tutta la sua grande famiglia - lo zio, il suo fratello, e offrirgli una gita fuori le mura della clinica. 

All'ora di pranzo fanno una sosta su un bel prato in campagna per mangiare il loro cesto delle provviste. Tutti sono contenti, parlano fra di sé, mangiano bene, sorridono. I bambini giocano sui prati, felici. A un certo punto lo zio scompare e nessuno capisce dov'è andato, ma ad un tratto lo si sente gridare da poca distanza. Si è arrampicato su un albero qualche metro ripetendo continuamente ad alta voce: “Voglio una donna!”. Ecco la sua necessità vera in confronto l'idea del fratello che ha pensato che lo zio/fratello fosse una persona con poco pretese. 

La lagna dello zio risuona lontano nella campagna che ormai ha persa la sua purezza, e il padre/fratello diventa tanto nervoso di essersi trovato in questo disonore collo zio che non vuole scendere dall'albero finché gli hanno portato una donna! Cercano di fargli smettere gridare ma invece di scendere incomincia lanciare sassolini ai nemici sotto l'albero che allora devono cercare riparo. Il padre deve chiamare gli infermieri dell'ospedale che poco dopo arrivano in divisa bianca colla loro ambulanza e la bella domenica é finita.

Ma, quel lamento dello zio mi è stato molto simpatico da allora.

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