La storia del romanzo (di Sciascia) è introdotta dalľarrivo della lettera anonima destinata al farmacista Manno, in cui egli trova una minaccia di morte. Assieme ai suoi amici e compaesani si concorda che si deve trattare sicuramente di uno scherzo e non ci dà più peso.
Pochi giorni dopo, nel giorno delľapertura della stagione venatoria, il farmacista assieme al suo compagno di caccia, il dottor Roscio, sono trovati uccisi.
La polizia si mette a indagare e tra la gente si inizia a parlare delle possibili avventure del farmacista con le donne, che gli sono diventate fatali, e che il dottor Roscio è morto per causa dei suoi vizi.
Sulla scena appare il professore Laurana che seguendo gli indizi (gli unici indizi sono la lettera anonima e il mozzicone di sigaro, di marca Branca, trovato sul luogo del delitto) cerca di venire a capo del delitto. È l’unico che si accorge che dal rovescio del foglio della lettera anonima emergono alcune parole che rimandano al giornale cattolico Ľosservatore romano, i cui unici abbonati sono il parrocodi Sant’Anna e l’arciprete. Quanto all’arciprete, egli è lo zio della moglie del defunto dottore Roscio e dell’avvocato Rosello.
Dopo le prime interrogazioni Laurana si sente come uno che cerca un ago in un pagliaio finché egli incontra un suo vecchio amico, deputato nazionale, che porta un po’ di luce nel caso. Egli svela a Laurana che il dottor Roscio aveva l’intenzione di denunciare un notabile del suo paese e che si trattava di una cosa delicata e personale.
Da questo punto in avanti tutta l’attenzione di Laurana è mirata al caso del dottor Roscio e ai suoi parenti. Più Laurana prosegue nella sua indagine più si rende conto che tutte le tracce conducono all’avvocato Rosello, cugino della moglie del defunto dottore Roscio. Egli ha una relazione intima con la Roscio e ora dopo la morte di suo marito non gli impedisce nessuno e niente disposarla. Anzi, negli occhi della gente diventerà «opera di carità... Sposare una vedova con una bambina, riunificare la roba...».
Laurana, convinto della sua verità, vive la sua vita e non ha intenzione di andare alla polizia e fare denuncia. Sia per il ricordo come il dottor Roscio e il farmacista erano finiti sia per la simpatia per la vedova Roscio, la quale secondo lui deve essere innocente. Purtroppo questa sua simpatia o meglio l’affascinamento gli diventa fatale e cade in trappola mortale.
Ella lo convince della sua innocenza e stabilisce l’appuntamento in un caffè, dove alla fine non viene. Laurana, preoccupato per la sicurezza di lei, accetta il passaggio da parte di uno del paese e finisce ammazzato in una zolfara abbandonata. Il romanzo si conclude con l’annuncio del fidanzamento dei cugini,
Rosello e la Roscio, e con la confessione dei tre abitanti del paese che svelano tra di loro di aver capito tutta la storia e tutto il mistero relativo alla morte dell farmacista e del dottor Roscio «prima che finissero i tre giorni di lutto»
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