Si diventa pure svedesi (parte sesta); Eliasson alla ricerca del suo tempo perduto; riflessioni dell’infanzia di un futuro pellegrino svedese.
Severgnini narra che "L'avevamo sognata, immaginata, desiderata, attesa, discussa, invocata, fiutata. Poi l'abbiamo vista: [l'America] era diversa." (op.cit., p. 169).
Krk, una piccola isola insignificante con piccole spiagge di ciottoli, alla costa Croazia - un tiro di schioppo dalla ex provincia italiana di Fiume - non era un gran che. Restammo in silenzio per un po’, ci mettemmo a guardare l’acqua turchese, ma tanto lontano dall'incanto che avevamo sognato nel suo nome magico. Prendemmo il cammino più veloce per tornare sulla terraferma e il treno che ci avrebbe portato a sud, alle spiagge sabbiose.
Severgnini dice che "Di notte, invece, cercavamo la quiete. Trasformavamo i brutti divani [nel camper] in letti scomodi, chiudevamo le tende ..." (op.cit., p.174).
Prendevamo sempre i treni notturni. Ci davamo sempre spazio per dormire gratuitamente in uno scompartimento. Spesso, in prima mattina, saliva un residente locale a bordo e pensava che stessimo morendo di fame e ci offriva pecorino e pane.
Lasciammo la Greca occidentale e Corfù, e le desolate spiagge sabbiose e prendemmo il traghetto notturno a Brindisi. Eravamo stati stufati di sacchi a pelo, sabbia e mari turchesi. Volemmo andare alla città eterna - ROMA.
Severgnini racconta che "Quello che lasciava senza fiato — in senso letterale e figurato — era il W.C [nel camper]." (172).
Nel porto in Italia era una lunga fila per passare il controllo dei passaporti. Dovemmo andare in bagno. Lo trovammo il "CESSO ALLA TURCA", ma pensammo che il vaso sanitario fosse stato rubato perché fu solo un buco nel pavimento del bagno. Capimmo per un po’, del flusso degli uomini silenziosi e determinati che il gabinetto fu un lusso che non ci fu mai stato. Eravamo davvero in Italia? Era questa la strada per ROMA - la capitale dell'antico Impero Romano?
BIBLIOGRAFIA
Severgnini, Beppe (2015). Italiani si diventa: storia per oggetti e ricordi dell'Italia ottimista. Milano: Rizzoli
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