Severgnini (2015: 211) narra che “Le donne dello schermo, infatti, non ci attiravano [dall'adolescenza in poi] soltanto per il loro aspetto. C’impartivano anche una rudimentale educazione sentimentale”.
In una delle tante scene indimenticabili della donna dello schermo, che mi rimarrà cara per tutta la vita, si sente un uomo continuamente ululare da un albero di cui si è arrampicato: “Voglio una donna! l lamento sentimentale risuona e riecheggia lontano nella campagna pastorale.
La sua famiglia cerca di farlo tacere e scendere, ma invece incomincia lanciare sassolini a loro che allora devono cercare riparo dietro alberi attorno. Non scende ma il canto continua: “Voglio una donna!”.
Alla fine, la famiglia deve chiamare gli infermieri dell'ospedale da dove viene il loro parente “in bisogno di una donna”.
Il film si chiama “Amarcord”. È di Federico Fellini dal 1973, e si svolge in un paese d'Italia orientale sul mare negli anni '30 e si tratta ricorrente dei maschi (di Fellini) e il loro relazione alle immagini delle donne.
Le divise bianche arrivano colla loro ambulanza e la bella domenica è finita.
È stata una bella giornata di primavera e il fratello del parente, che era tanto orgoglioso di sé stesso e della sua automobile, il suo simbolo della potenza propria, della sua ricchezza. Ha pensato di aver fatto una cosa buonissima portare il fratello a una gita fuori le mura della clinica insieme alla famiglia in sua grande auto. Ma finisce di essersi trovato in questo disonore col fratello che non vuole scendere dall'albero finché non gli hanno portato una donna!
BIBLIOGRAFIA
Severgnini, Beppe (2015). Italiani si diventa: storia per oggetti e ricordi dell'Italia ottimista. Milano: Rizzoli
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