Si diventa pure svedesi (parte nona); Eliasson alla ricerca del suo tempo perduto; riflessioni dell’infanzia di un futuro pellegrino svedese.
Severgnini (2015: 227) narra che “Tra i molti sport che la mia generazione ha frequentato // con molta passione, c’è anche questo: motociclette avanti e indietro tra i campi e su e giù per le montagne”
Una volta andavo sempre in bicicletta, a scuola, a liceo, in ogni stagione dell'anno; avevo delle gomme speciali con i chiodi per la neve o il ghiaccio dell'inverno, e gliele mettevo alla bici della prima caduta della neve e gliele toglievo nel primo giorno di calore in primavera.
D’estate, durante le vacanze, facevo spesso delle gite in bicicletta, per esempio all' isola Gotland, e allora la bicicletta era completamente piena degli zaini in cui avevo messo roba da camping. Ma, dimenticavo sempre l’impermeabile a casa e le piogge estive della campagna dell'isola mi facevano sempre bagnato completamente.
In Italia, o diciamo Roma, non ci sono mai salito su una bicicletta. Ma d’estate sulla costa tirrenica, a golfo di Gaeta, nel condominio di L. l’ho fatto perché spesso m’era toccato di portare la spazzatura al posto in cui si trova il grande serbatoio delle immondizie ed era troppo lontano a piedi a tarda sera nel buio. Stava proprio al confine tra il villaggio e il mondo comune ostile da cui si voleva sempre scappare il più possibile dopo aver lasciato le buste dei detriti - e allora la bicicletta mi era servita benissimo!
Oggi sono senza bicicletta; la mia ultima l’ho regalata a mio figlio perché io non ne avevo più bisogno; ora sono pigro e vado in auto.
Ma la ultima bicicletta era un tipo da militare, robusta color verde scuro; aveva proprio fatto il servizio militare alla Base Marina Militare di M. finché entrambi andarono in pensione, cioè la base militare e la bicicletta, e allora io la comprai, la bicicletta. Ne ho avuto un paio di biciclette militari. Ma ora sto senza qualsiasi tipo.
BIBLIOGRAFIA
Severgnini, Beppe (2015). Italiani si diventa: storia per oggetti e ricordi dell'Italia ottimista. Milano: Rizzoli
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