torsdag 28 mars 2019

“Bambini di un lungo corso” (Severgnini, 2015, pp. 31-44)

Si diventa pure svedesi; Eliasson alla ricerca del suo tempo perduto; riflessioni dell’infanzia di un futuro pellegrino svedese.

Severgnini (2015: 38) narra che “Le scuole di musica sono state, in assoluto, le più fallimentari”. 1968 ~ Attendevo anch'io la scuola di musica, ma al contrario di Severgnini mi è stata piaciuta; ho suonato il flauto dolce, uno strumento di musica semplice che è stata facile portare nella tasca dietro nei pantaloni jeans, d’andare e venire dalla scuola a casa.

“A Borgo San Pietro ci attendeva una maestra prossima alla pensione, …” (op.cit., p. 40).

1964 ~ Nell'asilo nido che frequentavo mi è toccato seguire un ragazzino, di un anno meno di me, durante l'anno scolastico perché ogni tanto se ne scappava; non mi ricordo perché cercava d’andarsene, l’edificio non era chiusa a chiave e né aveva dei cancelli né recinzioni. Il ragazzino probabilmente soffriva di nostalgia di sua mamma (e l’unica cosa che io possa immaginare adesso, perché ne soffrivo anch’io ma in altre occasioni allora).

1968 ~ A scuola elementare avevo una maestra, si chiamò Greta Berglund, che tanto ha stimato Hailé Selassié, l’ultimo imperatore d'Etiopia, gli parlava sempre, come egli aveva aiuto il suo popolo a una vita migliore; aveva il suo ritratto appeso sul muro nella sala, in divisa rossa. Credo che la professoressa ci fosse stata allora, in Etiopia.

In classe, ogni mattina, la maestra suonava l’organo e cantava dei salmi a noi ragazzini; un modo d’incominciare i giorni con gli inni cristiani evangelici per darci forza per il nostro lungo cammino scolastico del giorno.

BIBLIOGRAFIA

Severgnini, Beppe (2015). Italiani si diventa: storia per oggetti e ricordi dell'Italia ottimista. Milano: Rizzoli

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